Anno 2017, uno studente iscritto al primo anno al Politecnico di Torino, tale Alessio Soru, segue un corso di Rivoluzione digitale con la curiosità di approfondire tematiche quotidiane apparentemente e superficialmente scontate per chiunque, ma conosciute a fondo da pochi.

Esempio pratico: chi, nato tra gli anni novanta del secolo scorso e oggi, è in grado di contestualizzare in maniera dettagliata i momenti cardine dell’approccio al digitale all’interno del proprio percorso di crescita?  Qual è stata la prima esperienza con Internet?

Logo di µTorrent “Un client BitTorrent scritto in C++ per Microsoft Windows, Linux, Android e macOS, rilasciato per la prima volta il 18 settembre 2005”. Fonte: Wikimedia

Faccio fatica a rammentare il primo ricordo di Internet.  Scavando nella memoria, con tutta probabilità, ho avuto i primi contatti tramite piattaforme di pirateria online come per esempio eMule o µTorrent (non mi si punti il dito) e, verosimilmente come tanti miei coetanei, fui dominato dalla moda di Windows Live Messenger (chiamato comunemente MSN), piattaforma di messaggistica.

Questi due fenomeni si prestano facilmente ad essere degli esempi delle potenzialità di Internet che già al tempo risultavano evidenti: semplicemente… Internet ha potenzialità infinite. Da ciò si possono intraprendere diverse chiavi di lettura tra loro collegate.

Logo di eMule “Un software applicativo open source dedicato alla condivisione dei file basato sul peer to peer e scritto in linguaggio C++ per il sistema operativo Microsoft Windows”. Fonte Flickr.com    Pubblicato da Franco Pecchio

Da un argomento complesso come la pirateria nasce spontanea una prima e semplice riflessione: la possibilità di avere un accesso quasi illimitato a film, videogiochi o quant’altro in maniera gratuita era un’innovazione stupefacente sia per un ragazzino come me che in quella maniera conosceva per la prima volta l’universo digitale in generale, sia per un adulto al quale era già noto e che invece fin lì aveva poco chiaro quale utilizzo potesse fare di Internet.

Name card di Windows Live Messenger con il logo della              piattaforma di messaggistica in basso a destra.                        Fonte: Flickr.com Pubblicato da Cheon Fong Liew

In secondo luogo: perché usavo MSN? Per la necessità di essere in contatto con le stesse persone con le quali avevo occasione di incontrarmi faccia a faccia in altri momenti della giornata? Forse per certi versi sì, ma ricordo che un messaggio classico era: “Di che parliamo?”.

Dunque sorge una considerazione: spesso il suo utilizzo era dovuto a semplice curiosità. I trilli, le emoticons e tutto quello che girava intorno erano un nuovo modo di instaurare delle relazione sociali, un nuovo modo di fare amicizia che allargava gli orizzonti e andava oltre le abituali interazioni giornaliere, orizzonti che poi si sarebbero ulteriormente espansi con l’avvento di Facebook. Il mio, seppur inconsciamente, era un desiderio di conoscere queste novità.

Tutto ciò mi affascinava e mi persuadeva.

IL primo PC che utilizzai, con processore Intel Pentium II messo in commercio con Windows 98 e in seguito implementato con sistemi operativi successivi.         Fonte: Galleria personale.

Le prestazioni dei PC e le capacità dei programmi di quegli anni erano scarse e limitate rispetto ad ora ma per l’utilizzo che ne facevo e con un po’ di pazienza bastavano e avanzavano.  Tant’è che quasi con nostalgia mi torna alla mente l’immagine di un vecchio monitor acceso per giorni e notti intere per scaricare dei files che oggi avremmo disponibili in pochi minuti.

Oggi, giustamente, risulta sempre maggiore la necessità di essere “cittadini del mondo” ma io, come tanti altri, credo di poter dire di esser sempre stato tale. Essere “cittadino del mondo” è una conseguenza diretta del fatto di poter essere collegati in qualunque momento con qualsiasi parte del globo. In termini sociali, Internet è stata una distorsione dello spazio-tempo, Internet è la legge sociale della relatività.

Alessio Soru